Muffa nelle abitazioni? Il Recupero sano. Ecco come fare…

La muffa nelle abitazioni. Da cosa deriva, come nasce? Un'analisi approfondita e utili indicazioni dello Studio EnergyCare per capire perché si forma e come combattere questo nemico del benessere abitativo

“Ho muffa in casa”. Quante volte lo abbiamo sentito dire o lo abbiamo detto….La muffa è la principale nemica all’interno delle nostre abitazioni. Ma sapete esattamente che cos’è?

La muffa è un tipo di fungo, capace di ricoprire e colonizzare le superfici e che si riproduce per mezzo di spore; sono proprio quest’ultime, la causa dei problemi per la salute umana data dall’inalazione delle stesse. Alcuni tipi di muffe, rilasciano spore con potenti tossine che, nei polmoni, creano infiammazioni o, addirittura lesioni polmonari, soprattutto nei bambini. I sintomi dei danni provocati dalle spore sono principalmente: stanchezza, emicrania, eczemi, lacrimazione, tosse ed asma bronchiale

Ma come fa la muffa a colonizzare le nostre abitazioni? I motivi possono essere molteplici e sicuramente sono il campanello d’allarme che qualcosa non va: una scarsa esposizione solare, un’eccessiva umidità interna (per condensa che si forma su parti delle murature più fredde), il mancato rinnovo dell’aria e dunque un’insufficiente ventilazione. Anche la scorretta gestione del riscaldamento all’interno degli appartamenti, soprattutto dopo l’installazione delle valvole termostatiche che lasciano all’utente la libertà di tenere fredde alcune stanze poco usate col rischio grave però di raffreddare troppo quelle pareti e favorire la formazione di muffe superficiali!

Infatti, le condizioni ottimali di sviluppo delle muffe sono determinate dall’umidità relativa dell’ambiente, che deve essere superiore al 60% e, dalla temperatura interna, che deve essere compresa tra i 18-30°C: parametri che si dovrebbero trovare in tutte le abitazioni. Diverse sono le attività svolte tra le mura domestiche che provocano l’innalzamento dell’umidità interna: cucinare, farsi il bagno o la doccia, asciugare il bucato in casa; questa, ristagnando nelle stanze, condensa nelle parti più fredde dell’appartamento e se nell’aria si trovano le spore inizia la formazione di una colonia di muffe

Che Fare? Innanzitutto, appena si vedono le prime macchie, occorre intervenire tempestivamente trattandole con candeggina o prodotti specifici a base di ipoclorito di sodio per evitare la proliferazione e, poi studiare come prevenirle insieme ad un tecnico

È possibile, infatti, tramite indagini diagnostiche strumentali, non invasive, monitorare, ad esempio, l’andamento delle temperature e dell’umidità relativa interna (termoigrometro) e cercare di capire così come meglio gestire gli ambienti nel quotidiano oppure, rilevando le temperature superficiali delle murature (termocamera), individuare eventuali ponti termici costruttivi che possono essere la causa della formazione i muffe. Ancora, con un igrometro, misurare la quantità d’acqua presente nelle murature, nelle sue varie porzioni, per capire estensione e gravità del fenomeno

Intanto alcuni spicci consigli pratici che aiutano a prevenire la formazione di muffe:

 Eliminare le cause di eccessiva umidità
– evitare di fare asciugare i panni nell’appartamento;
– evitare di creare troppo vapore in cucina.
 Arieggiare gli ambienti: arieggiare periodicamente gli ambienti (soprattutto prima di andare a letto e al mattino) è la soluzione migliore per far uscire l’aria viziata, umida e frammista a sostanze volatili inquinanti.
 Arieggiare correttamente le stanze ad alto tasso di umidità errore molto comune è quello di arieggiare le stanze particolarmente umide, come ad esempio il bagno dopo la doccia, spalancando la porta che le collega agli altri ambienti della casa. Questa soluzione va evitata, perché l’umidità si diffonde in tutta l’abitazione. Dopo la doccia è quindi meglio ventilare abbondantemente il bagno aprendo la finestra, affinché l’umidità in eccesso fuoriesca, mantenendo però la porta chiusa!
 Utilizzare un igrometro: è lo strumento più semplice ed economico per tenere sempre sotto controllo il grado di umidità dentro casa e verificare così se si sta arieggiando in maniera corretta. L’umidità relativa nelle stanze dovrebbe mantenersi attorno al 55 %.
 Installare un impianto di ventilazione meccanica controllata che consente un continuo rinnovo di aria, aspirando l’aria esausta all’interno dell’alloggio ed immettendo aria pulita. Questi impianti consentono di fare questa operazione senza creare il danno energetico che provoca l’apertura delle finestre in quanto riescono a riscaldare l’aria in entrata scambiando calore con quella calda in uscita. Alcune macchine consentono anche di controllare l’umidità.
 Posa di intonaci o pannelli alcalini: intonaci di calce idraulica naturale, argilla oppure pannelli di calcio silicato creano condizioni sfavorevoli all’attecchimento delle colonie. Sono materiali igroscopici, cioè in grado di assorbire acqua, quindi umidità

Lo studio di progettazione EnergyCare offre consulenza nel caso si riscontrassero problemi di umidità, per indagarne le cause, anche tramite rilievi strumentali e, capire come intervenire in maniera risolutiva

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