ARCHITETTURA | Il progetto di recupero del bastione fortilizio ad opera di Rocco Valentini Architecture trasforma l'edificio storico nella sede di rappresentanza della Farnese Vini

Il recupero del bastione fortilizio a Ortona, secondo il progetto di Rocco Valentini Architecture, segue un percorso che parte dal XV secolo e arriva sino ad oggi.
L'input di partenza é stato la volontà di trasformare l'edificio storico nella sede della Farnese Vini, che ne fa una sede rappresentativa restituendo dignità alla struttura e valorizzandone e preservandone gli aspetti storici ed urbanistici. Lo scopo della committenza è stato quello di accrescere la propria visibilità ed il proprio prestigio, dotandosi di una sede antica legata alla storia del territorio. L’approccio al progetto di Restauro del Bastione Caldoriano, del 1435 chiamato comunemente Castelletto, è partito da un’attenta ricerca storica ed esame delle strutture.

La Storia
Nel 1435 Jacopo Caldora ricevette in feudo, da Renato D’Angiò Valois, Re di Napoli, la terra di Ortona. La prima impresa di Giacomo, noto alle fonti come Jacopo, fu la riedificazione delle mura della città, in parte cadenti, per assicurarsi un’efficace difesa in caso di attacco, e costruì una nuova cinta muraria in ampio territorio che avrebbe permesso nei secoli futuri un ampliamento urbanistico.
Le mura comprendevano sei porte di accesso e numerose torri; il bastione posto a protezione nell’angolo, fra le distrutte Porta Caldari e Porta San Giacomo, resta oggi la principale testimonianza delle mura caldoriane.
Nell’ottocento, in occasione della costruzione della nuova strada, fu realizzato il terrapieno che coprì parte del bastione, facendolo apparire più basso. Il fortilizio fu poi trasformato in residenza da Camillo De Ritis. Risparmiato dalla demolizione nel XIX secolo, fu poi della famiglia Bernabeo, che ne riparo' i dissesti causati dall’ultimo conflitto mondiale, conferendogli gli attuali caratteri neo-medievali e accorpandolo ad altri edifici.

Stato dell'edificio prima dell'intervento
Prima del restauro, l’edificio si presentava inagibile, l’intera struttura risentiva delle numerose e diffuse infiltrazioni d’acqua. La volte a botte, posta alla base del bastione del quattrocento, rappresenta sicuramente una delle strutture risalenti al XV secolo più rappresentative e meglio conservate dell’intera struttura, completamente intonacata nella ristrutturazione del 1949.

L'intervento dei giorni nostri
L’intervento ha previsto la rimozione dell’intonaco, la pulitura delle pietre e la risigillatura dei giunti con una malta premiscelata e fibrorinzorzata a base di calce. Tutti i fori pontili sono stati lasciati a vista ed è stato installato un impianto di illuminazione a parete a bassa intensità luminosa. Le mura caldoriane sono state restaurate con interventi di cuci-scuci e risigillatura dei giunti, mentre l’area esterna di pertinenza del fabbricato è stata ripavimentata utilizzando ciottoli di fiume bianchi con riquadri in mattoni: un tipo di pavimentazione delle strade esterne diffuso nei centri storici costieri abruzzesi fino alla prima metà dell’ottocento.
L'illuminazione ha rivestito un ruolo importante. L’intero edificio è stato illuminato dal basso con lampade a pavimento per evidenziare la muratura in pietra e la particolare forma del torrione.
L’aspetto finale della struttura è caratterizzato dalla muratura in pietra arenaria del bastione e dai mattoni lasciati faccia a vista anche sulla torre della meridiana.

Il recupero di questo edificio storico, caratterizzato da un accurato studio, indica la direzione che puo' intraprendere una gran parte dell'immenso patrimonio presente sul territorio italiano. Un valore della nostra cultura che ritorna a vivere pienamente.

Arch. R. Fabio Sciacca

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Progettista

Rocco Valentini Architect
Rocco Valentini Architecture, si occupa di restauro e ristrutturazioni, progettazione architettonica ed interior design, recupero ed adeguamento sismico.

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