FOCUS | La Chiesa di San Giovanni Bianco, uno dei centri della Val Brembana in Provincia di Bergamo, è un luogo di culto noto per conservare al suo interno la Sacra Spina, una reliquia che la tradizione vuole sia appartenuta alla corona di spine di Cristo

Secondo le cronache del tempo, questa fu donata nel 1495 alla parrocchia da un balestriere dell'esercito di Francesco Gonzaga, che nella battaglia di Fornovo contro il re di Francia Carlo VIII si era impadronito di un reliquiario, dove la spina era custodita.

Al di là del puro aspetto storico, la Sacra Spina riveste una grande importanza spirituale tanto che, nel solo 2016, sono stati circa 80.000 i visitatori che si sono recati in pellegrinaggio per ammirarla.

Conservato all’interno di una teca posizionata in una cappella alla destra dell’altare, questo suggestivo reperto di fede e storia, a causa di un sistema di illuminazione ormai datato, non era adeguatamente messo in risalto. Per risolvere questo problema, così come per facilitare la gestione di tutti gli spazi che compongono la chiesa, il giovane parroco ha deciso di fare della tecnologia il proprio alleato.
Così, dopo aver consultato il proprio installatore di fiducia, è stato deciso di avviare un attento lavoro di restauro con l’obiettivo di sostituire il vecchio impianto elettrico con il sistema domotico, ritenuto la soluzione migliore per permettere un controllo impeccabile dell’illuminazione, oltre a rendere più facile la fruizione di tutti gli spazi della chiesa, valorizzandone sia la dimensione spirituale-liturgica che quella storico-artistica.

Grazie alle possibilità offerte dalla domotica Vimar, quindi, è ora possibile regolare da un unico punto di comando - il Multimedia video touch screen posizionato nella sacrestia - l’illuminazione a seconda del tipo di liturgia in corso o del semplice momento della giornata: in questo modo la dimensione spirituale e quella culturale vengono entrambe esaltate, unendo momenti di contemplazione e raccoglimento con un’adeguata valorizzazione della reliquia.

In questo caso gli scenari sono quattro e le differenze riguardano principalmente il diverso utilizzo che viene fatto dell’illuminazione. Come prevedono le norme liturgiche, infatti, la solennità della domenica e delle principali festività religiose deve essere sottolineata anche attraverso la giusta disposizione delle luci. Lo scenario “celebrazioni” è invece utilizzato nel corso dei liturgie nelle quali la zona di fronte al presbiterio viene illuminata maggiormente per conferirne importanza e solennità.

Per garantire il massimo anche in termini di sicurezza, inoltre, l’impianto domotico è stato integrato con un impianto di videosorveglianza che comprende sei telecamere..

Gestione centralizzata e personalizzabile dell’illuminazione da una parte – con conseguente risparmio garantito dall’eliminazione degli sprechi – e monitoraggio di tutti gli ambienti dall’altra, facilitano notevolmente i compiti del parroco e del sacrestano, che hanno trovato nella tecnologia un valido alleato.

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