ARCHITETTURA | A Castel Fiorentino lo studio LDA.iMdA recupera un opificio in disuso creando un nuovo spazio espositivo per Artwood dove il legno protagonista viene vissuto inchiave artistica nella molteplicità delle sue forme e cromie

Lo spazio espositivo Artwood è il risultato di “Second Life” un’operazione attraverso la quale lo studio toscano LDA.iMdA riporta in vita lo spazio ormai in disuso di un vecchio opificio, creando un ambiente dove il legno viene vissuto in chiave artistica attraverso le sue molteplici sfaccettature.

Ritorno alle origini
Lo spazio viene concepito come un accampamento nel bosco, l’ambiente in cui il legno nasce e vive, così da rappresentare un ideale ritorno alle origini. Il concetto viene ripreso nello stesso logo, ridisegnato nell’occasione per rappresentare il nuovo progetto. Da qui si intuisce il prendere forma della casa dalla natura.

Senza confini
L’utilizzo del nero come "non colore" per i soffitti e sulle pareti è frutto della volontà di annullare i confini pur mantenendo la struttura originaria del contenitore, creando così uno spazio ampio e flessibile da visitare in piena libertà.

Il varco nel tendone
Il velo nero della tenda, che risolve tecnologicamente anche funzioni architettoniche, è concepito come un limite da superare che permette il formarsi di un luogo interno diverso. Attraversando l’unico varco del tendone ci si trova infatti in un’area percepita come un mondo parallelo.

Volumi dispersi
Il soffitto nero costellato di luci appare come un cielo stellato che illumina i volumi deformi volontariamente dispersi tra i quali il visitatore è libero di muoversi senza confini e percorsi obbligati.

Autenticità naturale
L’immagine retroilluminata di un vivido bosco a tutta parete e tutt’altezza applicata sulla lunga parete posteriore riporta direttamente alla memoria un’autenticità naturale che si respira anche negli oggetti prodotti.

Nuova concezione di showroom
Artwood è concepito come uno spazio aperto dove i contenitori sono contenuti e le strutture diventano espositori reinterpretando così la comune concezione di esposizione. Vengono creati nuovi spazi con relazioni variabili tra loro creando una diversa relazione del visitatore con lo spazio espositivo.

Spazi inaspettati
Lungo il percorso si trovano spazi di sosta inusuali e inaspettati. Ogni volume ospita al suo interno spazi di arredo dimostrativo, zona uffici, zona ricevimento clienti e servizi.

Passeggiare, sostare e vivere l’interno di questo edificio riesce a far perdere il senso di un luogo dedicato al commercio portando la visita più su un piano esperienziale che commerciale.

Fotografie di LDA.iMdA Architetti Associati

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Progettista

LDA.iMdA Architetti Associati
LDA_iMdA nasce nel 1999, dopo vari anni di ricerca presso il dipartimento di progettazione della Facoltà di Architettura di Firenze, lo studio si dedica all'attività professionale

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