ARCHITETTURA |Un' originale sperimentazione su un cottage degli anni '50 a Montreal in cui l'integrazione dell'architetto Jean Verville esalta la fusione di arte e vita quotidiana. La percezione sensoriale riscopre i limiti fisici dello spazio.

Un'installazione architettonica interna progettata per due amanti dell'arte contemporanea, del teatro, della musica e della danza, nonché dell'arte digitale e del video. 

Il Cottage anni '50
Integrando una sperimentazione inventiva in un cottage di Montreal degli anni '50, l'Architetto Jean Verville enfatizza il legame tra arte e vita quotidiana in una proposta che stimola la partecipazione attiva degli utenti.

Effetti ottici e astrazione progettuale
L'intervento architettonico è caratterizzato da assemblaggi volumetrici e scoperte visive, contrasti e tensioni, giochi in scala e trompe-l'oeil. L'opposizione tra bianco e nero produce effetti ottici oscillanti tra realtà e astrazione, dove la bidimensionalità confina con la tridimensionalità e il confine tra gli opposti si indebolisce fino a sparire.

Tra architettura e illusione
L'invito ad interagire con l'installazione trasporta l'utente attraverso un viaggio architettonico che ha come destinazione finale un'esperienza completamente alterata dall'illusione.

Un percorso attraverso il quale l'architetto Jean Verville stimola un'interessante riflessione sui concetti di freddezza e serietà spesso associati all'architettura contemporanea.

Fotografie di: Maxime Brouillet

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Jean Verville architecte
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