ARCHITETTURA | Gli Architetti Francesco Schiavi e Giuseppe Camporini attuano un restauro conservativo dell'edificio della Barchessa Sud/Ovest di Villa Kechler a San Martino di Codroipo, in Provincia di Udine

L'obiettivo del progetto di recupero é stato quello di rimuovere ed eliminare le superfettazioni, valorizzando gli spazi interni esistenti

Il progetto prevedeva il lavoro di recupero conservativo e il risanamento architettonico della barchessa sud-ovest di villa Kechler e dell’annesso rustico, con cambio di destinazione d'uso per attività museale (Museo delle Carrozze), centro conferenza multimediale, ristorante e sevizio foresteria, uffici e casa del custode. Il recupero e la valorizzazione degli spazi verdi con aree di risorgiva verso la villa, il ridisegno e riutilizzo degli spazi esterni di lavoro a parcheggio e spazi espositivi all’aperto. Alcuni elementi di arredo sono stati disegnati su misura.

L'edificio costituisce un’ala del complesso edilizio denominato "villa Kechler": il lato est si affaccia su un giardino contiguo alla corte della villa, il lato sud è testata su strada, a nord c’è una continuità con un altro edificio tramite un attraversamento, e a ovest la facciata porticata si affaccia sul cortile interno della barchessa, verso l'esterno della villa. L'edificio è composto da tre nuclei edilizi contigui, di cui quello mediano più alto, e un ulteriore edificio di servizio nel cortile usato per la localizzazione delle strutture impiantistiche e un ufficio.

L'intervento si è proposto, nella sua totalità, di attuare un restauro conservativo dell'edificio della barchessa, in riferimento al "progetto di fattibilità", il quale mirava alla ri-vitalizzazione del fabbricato attraverso l'inserimento di alcune attività come il "museo delle carrozze, ristorante, bar, sala polifunzionale e foresteria".

Si è operato mediante il restauro ed il recupero dell'involucro e la conservazione e valorizzazione dell'immagine dell'edificio e delle caratteristiche spaziali, attraverso una attenta sovrapposizione tra le caratteristiche morfologiche e quelle funzionali.
Le risorse economiche a disposizione dell’amministrazione non hanno permesso la realizzazione degli interventi in un unico stralcio, per l’intera proprietà, quindi è stata divisa in dieci lotti su cui si è lavorato man mano, fino al suo completamento.

Vista l'impossibilità di un recupero funzionale del fabbricato attraverso il solo restauro, l'intervento è stato indirizzato verso una progettazione conservativa atta principalmente a realizzare un ripristino e un adeguamento statico e antisismico della struttura esistente.

L'obiettivo é stato inoltre quello di rimuovere ed eliminare le superfettazioni, valorizzando gli spazi interni esistenti (essiccatoio a doppia altezza, porticato, torretta residenziale) di maggior valore, conservare laddove fosse possibile gli elementi costitutivi e le finiture, provvedere al rifacimento dei solai e alla predisposizione impiantistica, con strutture indipendenti capaci di soddisfare i requisiti funzionali ai nuovi usi, nel rispetto delle norme di agibilità esistenti. Tutti gli interventi hanno avuto l'obbiettivo prioritario di rendere chiara e visibile la distinzione fra la struttura portante esistente e quella del nuovo intervento, permettendo la lettura dell'edificio e della sua originaria configurazione architettonica.

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