ARCHITETTURA | L'Architetto Antonella Mari recupera un edificio esistente nel Comune di Polignano a Mare, in Puglia. L’intervento ha riguardato l’ampliamento in sopraelevazione dell'edificio creando un ponte tra passato e futuro a partire dalle idee opposte della rovina e del non finito

Il progetto di Casa Petrini Villani si è basato su una modalità di riempimento di un vuoto urbano che, denunciando la presenza del nuovo attraverso l’uso di materiali e tecnologie estranee al contesto, apre un dialogo tra preesistenza e linguaggio contemporaneo, creando un ponte tra passato e futuro a partire dalle idee opposte della rovina e del non finito. L’intervento ha riguardato l’ampliamento in sopraelevazione di un edificio incluso in un isolato della zona murattiana del comune di Polignano a Mare.

La preesistenza era costituita da un corpo di fabbrica a piano terra dotato di un unico affaccio su strada. Il progetto si è basato sulla scelta di evidenziare l’intervento di ampliamento facendo perno sul disegno del prospetto, tutto giocato sul contrasto tra la compattezza ed opacità della parte recuperata e la permeabilità dei piani di nuova costruzione.

Il volume in muratura intonacata al piano terra, rimasto inalterato, funge da elemento di ricucitura con l’isolato urbano, mentre ai piani superiori la nuova facciata si caratterizza per l’utilizzo di una doppia pelle: la prima, interna, consistente in ampie aperture vetrate; la seconda, esterna, costituita da un sistema di pannelli in acciaio zincato e mattonelle di legno, in parte apribili, aventi funzione di schermatura e protezione.

Il sistema della doppia pelle, disegnato per regolare l’ingresso di luce naturale e favorire la ventilazione, crea una relazione mediata tra gli ambienti interni e lo spazio esterno: la flessibilità e la variazione della configurazione, in rapporto alla chiusura ed apertura dei pannelli ed all’alternanza casuale di pieni e vuoti, rende il prospetto vibrante e reattivo alle condizioni atmosferiche e di luce: mentre di giorno proietta all’interno una trama fitta di luci ed ombre, di notte il rapporto pieni-vuoti crea una costellazione di pixel luminosi.

Nella distribuzione degli ambienti l’attenzione si è concentrata sull’illuminazione della parte più interna dell’abitazione attraverso la realizzazione di un lucernario e di una scala in vetro trasparente. L’architettura si sintetizza, così, in un gesto semplice: la creazione di un’asola attraverso la quale guardare il cielo da tutti i piani dell’edificio.

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Progettista

Antonella Mari Architetto
Intervenire in contesti costruiti e naturali proponendo nuove strategie operative e nuovi modi di creare, usare e rigenerare lo spazio, intendendo l’architettura come costruzione di un sistema di relazioni

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