Ex-casa colonica in Emilia Romagna. Tra senso dell’equilibrio e sistemi costruttivi

L’obiettivo della ristrutturazione residenziale effettuata a Faenza, dallo Studio Bartoletti Cicognani, è stato mantenere l’aspetto dell’edificio il più simile possibile all’originale con l’inserimento di tecnologie e sistemi costruttivi contemporanei

In origine l’edificio era una casa colonica presente nelle mappe già prima del 1938, con vincolo tipologico e con l’obbligo di mantenere intatti tutti gli elementi che lo caratterizzavano: le cornici del tetto semplici, piccole e senza sporto, gli imbotti delle finestre di dimensioni ridotte, con telai stretti e larghe superfici vetrate per consentire la maggiore illuminazione naturale possibile, colonne in mattoni con cornici e basamenti “poveri”, pochi e semplici camini, niente antenna tv, nessun decoro, intonaci a calce e colori tenui

Un esempio della filosofia progettuale dello Studio Bartoletti Cicognani è stato l’intervento fatto sul tetto: realizzando un tetto ventilato mantenendo inalterate caratteristiche quali la leggerezza e l’esile profilo, tipiche dei vecchi tetti, questo semplicemente invertendo gli elementi, facendo cioè uscire i travetti della ventilazione come fossero elementi strutturali, i quali rimangono più bassi internamente e nascosti alla vista, l’aria di ventilazione filtra attraverso lamiere traforate poste fra un travetto e l’altro

Un criterio esattamente opposto invece, è stato usato per l’ampliamento, i grandi elementi di tamponamento e gli ambienti interni. Qui l’intervento contemporaneo è stato di proposito reso visibile attraverso l’utilizzo di forme semplici, linee pure e molta trasparenza

I progettisti, in sostanza, fanno convivere e dialogare queste due visioni opposte nella convinzione che compongano una totalità armonica, enfatizzando il rapporto con l’ambiente circostante quale il giardino, pensato e progettato per sembrare naturale e il profilo del verde e delle colline circostanti

I materiali usati sono tutti naturali: la pietra per i passaggi esterni, il legno negli ambienti interni, gli intonaci a calce, i pannelli isolanti in fibra di legno all’interno delle pareti. Consuetudine dello studio Bartoletti Cicognani è usare i materiali per quella che è la loro identità

La scelta di usare il gres in alcuni pavimenti, ad esempio, è stata dettata dalla volontà di usare quello specifico materiale e non di un simulacro della pietra o del legno. Gli Architetti hanno usato pavimentazioni monolitiche in pastina di cemento colorata ed inerte strutturale levigate in opera; legno verniciato per gli infissi, esigendo che il produttore riproducesse, aggiornandola, la tipologia del profilo originale, acciaio verniciato per i grandi infissi, finiture interne in ottone anticato

Lo studio Bartoletti Cicognani recupera alcune metodiche del lavorare dal passato, riproponendo alcuni materiali con ossidazioni, patinature e applicazioni che li rendessero non solo più naturali all’aspetto, ma come se fossero già consumati dal tempo, a sembrare che tutto fosse già lì. E’ stato utilizzata la ruggine nella grande struttura frangisole e il legno dei pannelli senza alcun trattamento per far sì che ossidandosi ingrigissero, il ferro nero/bluastro per le inferriate ed altri elementi, l’ottone anticato e brunito per alcune finiture interne, l’intonachino schiacciato e strappato in gran parte delle pareti interne

Intervenire su un edificio, significa progettare con semplicità e senso dell’equilibrio, sottrarre anziché aggiungere, ripulire dagli eccessi sedimentati nel tempo, integrando tutto delicatamente attraverso una progettazione contemporanea, ma rispettosa dei fondamenti storico tipologici. nProgettare per sottrazione, aggiungendo quello che serve, ma senza interventi irriverenti ed invasivi

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Italia
Edificio Storico
Restauro
PROGETTISTA

DATI PROGETTO

Località: Faenza, Italia
Tipologia: Edificio Storico
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