Centro Culturale in Sicilia. La vitalità rigenera il tessuto urbano

Il progetto di Lillo Giglia Architecture attiva un processo di rigenerazione del tessuto ai margini del centro storico di Favara, nel quale convivono vecchi e nuovi fabbricati, spazi pubblici e semipubblici strutturati in piazze, vicoli, giardini

L’intervento dello studio Lillo Giglia Architecture recupera con oculatezza antiche case del centro storico di Favara, in Sicilia, con tutti i loro spazi annessi, rifunzionalizzandoli in centri culturali per la diffusione dell’architettura contemporanea, spazi per la degustazione, spazi ricettivi diffusi, cortili contemporanei e giardini capaci di attrarre eventi, risorse, investimenti, energie in un contesto urbano ripensato, innovativo e soprattutto condiviso

La complessità del progetto architettonico contribuisce allo sviluppo di una programmazione culturale aperta e in costante evoluzione. Nel progetto coesistono due dimensioni che si confrontano in un processo di continua interazione: l’opera di conservazione e l’ideazione di una nuova architettura. L’architettura che ne risulta è un immagine unica e definita e introduce numerosi aspetti spaziali. Vecchio e nuovo sono i contrasti che stabiliscono la varietà di opposizioni che descrive la natura del progetto

La prima fase del progetto, la più consistente dal punto di vista degli interventi, ha previsto il riuso di un vecchio Palazzo signorile, delle stalle e del giardino. Altri piccoli edifici destinati all’ospitalità, in via di completamento, saranno aperti al pubblico in una fase successiva

Dovendo assolutamente rispettare la volumetria del fabbricato, il progettista effettua un intervento di tipo sartoriale, sottraendo, integrando, con interventi puntuali e decisi, realizzati con forme nette e materiali naturali che però dialogano con un luogo fortemente stratificato e definito

Il progetto proposto conserva quanto più possibile le murature esistenti, senza sconvolgere la pianta originaria e tutti quegli elementi che caratterizzavano l’architettura dell’edificio

Il linguaggio minimale è reso esplicito dalla scelta dei materiali naturali e dalla neutralità degli spazi interni di colore grigio e bianco, ricavati da una malta cementizia di grana grossa lasciata a vista o la lamiera in ferro grezzo utilizzata per alcuni rivestimenti e per il bancone/reception

La superficie muraria esterna, bianca e poco rifinita, riprende i caratteri degli antichi intonaci circostanti, neutri, e si inserisce in modo armonico nel contesto senza alterarne la qualità e i caratteri originali, anzi esaltandoli. Il colore bianco scelto dallo studio Lillo Giglia Architecture per le facciate, valorizza in maniera inequivocabile i vecchi portali in pietra, rimessi a nuovo, e allo stesso tempo decanta gli eleganti innesti in lamiera che delimitano le bucature dell’edificio

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PROGETTISTA

DATI PROGETTO

Località: Favara, Italia
Tipologia: Cultura e Servizi
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